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Locri

Knownlyx encyclopedia image Disambiguazione – Se stai cercando l'antica città della Magna Grecia, vedi Locri Epizefiri.
Locri
comune
Locri – Stemma
Locri – Bandiera
Locri – Veduta
Locri – Veduta
Panorama da Gerace, 2023
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneKnownlyx encyclopedia image Calabria
Città metropolitanaKnownlyx encyclopedia image Reggio Calabria
Amministrazione
SindacoGiuseppe Fontana (lista civica "Tutti per Locri") dal 16-5-2023
Data di istituzione24 luglio 1905
Territorio
Coordinate38°14′N 16°16′E
Altitudinem s.l.m.
Superficie25,75 km²
Abitanti11 858[1] (30-11-2025)
Densità460,5 ab./km²
FrazioniBaldari, Basilea, Ianchina, Mantenea, Merici, Moschetta, San Fili
Comuni confinantiAntonimina, Gerace, Portigliola, Siderno
Altre informazioni
Cod. postale89044
Prefisso0964
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT080043
Cod. catastaleD976
TargaRC
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[2]
Nome abitantilocresi
Patronosanta Caterina d'Alessandria
Giorno festivo25 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Locri
Locri
Locri – Mappa
Locri – Mappa
Posizione del comune di Locri all'interno della città metropolitana di Reggio Calabria
Sito istituzionale

Locri è un comune italiano di 11 858 abitanti[1] della città metropolitana di Reggio Calabria, in Calabria. L'area su cui sorge dista 3 km dall'antica Locri Epizefiri, città della Magna Grecia.

La Città è una delle più importanti dell'intera città metropolitana per via del suo ruolo centrale e direttivo dell'intera Locride. Numerosi gli uffici pubblici, le scuole e gli enti sociali presenti sul territorio cittadino. È anche il centro culturale e religioso per il comprensorio, sede della Curia Vescovile della diocesi di Locri-Gerace.

Geografia fisica

Locri è situata sulla pianura della fascia costiera ionica Reggina, fra il massiccio dell'Aspromonte ed il Mar Ionio. È circondata da parecchie colline da cui si possono ammirare i tipici paesaggi Locridei, agrumeti di ogni genere, fra cui il prezioso bergamotto, uliveti secolari, vigneti, mandorleti, lecceti spontanei, mirteti, gelsomini, ginestre e fichi d'India. Le spiagge locresi, chiamate spiagge dei Greci, sono grandi, incontaminate e disseminate della tipica vegetazione mediterranea, con una particolarità, la presenza dei Carpobrotus e del giglio di mare.

Origini del nome

Nota fino al 1934 come Gerace Marina, l'attuale nome della città deriva dall'antica Locri Epizefiri, polis magnogreca i cui scavi si trovano in parte nel territoiro del Comune di Locri e in parte in quello di Portigliola, alcuni km a sud dall'odierno centro abitato.[3]

Storia

Knownlyx encyclopedia image Lo stesso argomento in dettaglio: Locri Epizefiri § Storia e Gerace § Storia.

Il primo nucleo di Gerace Marina

La storia di Locri è strettamente legata al quella di altri due centri sorti nella zona circostante: Locri Epizefiri, polis della Magna Grecia fondata nel VII secolo a.C.; e Gerace, città medievale costruita nel IX secolo.

Dopo la conquista romana di Locri Epizephiri e in seguito sia delle scorrerie saracene che della piaga della malaria, dovuta alla mancata bonifica delle zone costiere, il sito fu progressivamente abbandonato dagli abitanti, che si spostarono verso le più sicure colline dell'entroterra, dove sorse Gerace[4][5][6][7].

Nella prima metà del XIX secolo alcuni notabili geracesi decisero di costruire le proprie residenze estive alla marina del paese, dove iniziò a formarsi un piccolo centro urbano che con il tempo iniziò ad acquisire sempre maggiore importanza economica e sociale; infatti nel 1855 la marina ottenne una dogana di terza classe (tolta poi nel 1861), mentre nel 1856 si progettò la strada rotabile che doveva unire la marina con Gerace e l'entroterra tirrenico[8].

Ben presto, con il progressivo ritorno della popolazione verso le zone costiere, ormai bonificate dalle zone paludose e malariche, e grazie all'avvento della ferrovia, inaugurata nel 1871 e che doveva collegare Reggio Calabria e Taranto, molte famiglie geracesi si trasferirono nella nascente Gerace Marina, frazione appartenente al Comune di Gerace. Gerace Marina si sviluppò rapidamente ed acquistò sempre più importanza per via del trasferimento di alcune importanti strutture amministrative e commerciali dall'abitato collinare, mal collegato e poco accessibile[9]; tra il 1879 e il 1880 furono così traferite la sede del Municipio e gli uffici del Circondario di Gerace, oltre alla fondazione delle Banca Popolare Cooperativa nel 1886,diventata tre anni dopo Banca del Circondario di Gerace[10], mentre nel 1887 iniziarono i lavori per la costruzione del carcere circondariale e si deliberò il trasferimento della sede della Pretura a Gerace Marina.

L'autonomia amministrativa da Gerace

Il trasferimento alla Marina di importanti uffici amministrativi ed economici irritò e scontentò gli abitanti di Gerace, che temevano l'ingiusta perdita di prestigio della loro città[11]; così il 21 ottobre 1888 si formò un comitato di cittadini geracesi che doveva giungere alla separazione amministrativa tra i due centri abitati, la cui richiesta fu formulata nel mese successivo. Il sindaco Ettore Candida pose alcune condizioni fondamentali per l'autonomia tra le due borgate: la maggioranza degli elettori, il voto favorevole del Consiglio provinciale, una popolazione inferiore ai 4.000 abitanti, i mezzi finanziari sufficienti a coprire le spese comunali e la separazione naturale per ragioni topografiche. La richiesta venne dunque bocciata, anche perché si cercò ogni pretesto possibile utile all'invalidazione. Nel 1891 venne eletto sindaco Gaetano Scaglione, un uomo conciliante che cercò senza successo di mediare tra le fazioni della Marina e di Gerace Superiore, cosa che lo indusse a dimettersi tre anni dopo.

I Geracesi continuarono ad organizzare manifestazioni di piazza per reclamare l'autonomia amministrativa (una avvenne nel marzo del 1895, un'altra nel dicembre del 1896), oltre a nominare una commissione per richiedere burocraticamente la separazione dalla Marina. Alla fine, il Consiglio Comunale del 4 settembre 1903, riconoscendo la frustrazione dei Geracesi per la progressiva perdita di importanza politica ed economica a discapito della Marina e volendo evitare rivolte civili, su richiesta del sindaco Scaglione si espresse favorevolmente alla richiesta di separazione. Si giunse quindi allo scioglimento del Consiglio Comunale stesso e alla nomina di un commissario straordinario, il 28 marzo 1905, nella persona del commendator Giuseppe Caracciolo, che amministrò la situazione fino alla sistemazione definitiva tra i due Comuni.

Essa arrivò con il Regio Decreto del 24 luglio 1905, emanato da re Vittorio Emanuele III di Savoia, che sanciva l'autonomia amministrativa dei due Comuni di Gerace Marina e di Gerace Superiore; le elezioni comunali si svolsero il 17 settembre a Gerace Marina e il 24 dello stesso mese a Gerace superiore[12]. Il primo sindaco del nuovo Comune fu Enrico Scaglione, che fu eletto per tre mandati conseguitivi, fino al 1920[13].

Da Gerace Marina a Locri

Dopo aver ottenuto l'autonomia amministrativa, Gerace Marina accrebbe il proprio prestigio culturale con la fondazione del Liceo ginnasio inferiore nel 1906 e l'inizio degli scavi archeologici nei pressi dell'antica città magnogreca di Locri Epizefiri, condotti dall'archeologo trentino Paolo Orsi dal 1908 al 1911.

Anche in campo economico la città vide lo sviluppo di importanti attività commerciali ed industriali: ad esempio, la "Società Cooperativa anonima per l'estrazione dell'olio di solfuro"[14], la fabbrica di mattoni con fornace Offmann[15] e le Officine Meccaniche Calabresi (OMC), che nei primi anni Trenta impiegavano 200 operai nella produzione di motociclette, fallite per la bancarotta fraudolenta delle Banca Popolare di Gerace nel 1934[16][17].

Con l'avvento del fascismo, la città subì un notevole incremento urbanistico e demografico, oltre a mutare profondamente la propria toponomastica: con Regio Decreto del 29 gennaio 1934 n. 238, il comune di Gerace Marina assunse l'attuale denominazione di Locri, in onore al suo antico passato ellenico, mentre il Liceo ginnasiale (divenuto classico) fu intitolato all'aviatore fascista Ivo Oliveti, caduto ad Axum il 3 maggio 1936, durante la guerra d'Etiopia, odonimo che mantiene ancora oggi.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale e la caduta del regime fascista, Locri partecipò al referendum istituzionale del 1946 adeguandosi al sentimento filomonarchico del Sud Italia, votando in massa per la Monarchia (3095 voti), mentre la Repubblica ebbe 1503 voti; alle contemporanee elezioni per l'Assemblea Costituente, il primo partito risultò la Democrazia Cristiana con 2940 voti, seguita dal Fronte dell'Uomo Qualunque con 465 voti, dai socialisti (430 voti), dall'Unione Democratica Nazionale (che raggruppava i liberali conservatori prefascisti) con 220 suffragi, dal Blocco Nazionale della Libertà (134 voti), dai comunisti (117) e dai repubblicani (115)[18]. Precedentemente, alle elezioni comunali del 21 marzo 1946, i Locresi avevano letto a schiacciante maggioranza un'amministrazione democristiana, guidata dal sindaco Carmine Migliaccio Spina[19], che resse il Comune per due mandati consecutivi, fino al 1957[20].

Nel giugno del 1954 il vescovo di Gerace-Locri, mons. Pacifico Perantoni, ordinò il trasferimento della sede del Seminario Diocesano da Gerace a Locri, accanto la sede dell'Episcopato, già spostata nella città rivierasca circa cinquanta anni prima, adducendo le cattive condizioni strutturali e manutentive dell'edificio geracese; in questo modo si completò il definitivo trasferimento della sede vescovile da Gerace a Locri[21].

Onorificenze

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria
«Decreto del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi»
— 14 marzo 2002

Monumenti e luoghi d'interesse

Siti archeologici

Knownlyx encyclopedia image Lo stesso argomento in dettaglio: Locri Epizefiri § Archeologia.

Di particolare interesse è l'area archeologica che si trova circa 3 km a sud del Comune. La distanza dalla moderna cittadina ha permesso di preservare quasi integralmente l'antica città greca, sebbene nei secoli passati gli abitanti della zona abbiano usato le pietre di questa città per edificare le nuove case.

Gli scavi archeologici sono stati diretti da Paolo Orsi (1908-1912), Paolo Enrico Arias (1940-1941) e da Giulio Jacopi (1951).

Rilevante è la visita ai resti archeologici dei templi, dei teatri e delle mura di cinta di epoca magnogreca, oltre al Museo Nazionale, che espone migliaia di reperti archeologici di epoca pre-ellenica, magnogreca e romana.

Monumento ai cinque martiri di Gerace

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Monumento ai cinque martiri di Gerace

In una villa posta davanti a Piazza dei Martiri, la principale della città, è stato eretto un monumento dedicato ai Cinque Martiri per l'unità nazionale, fucilati l'11 ottobre 1847 a Gerace dalle truppe borboniche, realizzato nel 1872 da scultori carraresi.

Su di esso vi sono le seguenti incisioni (rispettivamente frontalmente e dietro, dal punto di vista della piazza):

«Bello Michele da Siderno, Mazzone Pietro da Roccella, Ruffo Gaetano da Bovalino, Salvadori Domenico da Bianco, Verduci Rocco da Caraffa morendo gloriosamente per fucilazione il 11 ottobre MDCCCXLVII resero sacre queste contrade. All'unità nazionale. Alla libertà.»
«Compiuti i voti in Roma, grata, la Nazione risorta onora i suoi martiri dai cittadini liberi, ad esempio di propositi forti, a scongiuro di altri lutti per interne ed esterne perfidie. Con offerte spontanee questo monumento solennemente fu eretto.»

Monumento a Nosside

Nella piazza del lungomare è presente un monumento a Nosside, poetessa magno-greca locrese, scolpito dallo scultore Tony Custureri.

Monumento ai caduti di Gerace Marina nella prima guerra mondiale

Di fronte al Palazzo comunale è presente un monumento dedicato ai caduti della prima guerra mondiale.

Cattedrale di Santa Maria del Mastro

Knownlyx encyclopedia image Lo stesso argomento in dettaglio: Cattedrale di Locri.

Chiesa edificata nel 1933 in stile romanico lombardo e sede della diocesi di Locri-Gerace.

Chiesa di Santa Caterina

L'origine della chiesa risale al 13 settembre 1843, quando il vescovo di Gerace Luigi Maria Perrone chiese alla Reale Segreteria di Stato degli Affari Ecclesiastici di Napoli la richiesta di poter edificare un edificio presso la Marina di Gerace, dove si stava formando una comunità sociale ed economica vivace[22]. Dopo anni di attesa per intoppi burocratici e avvenimenti politici rilevanti, il Ministero degli Affari Ecclesiastici nel 1849 autorizzò la costruzione della Chiesa, a cui fu trasferita la titolarità della vacante parrocchia geracese di Santa Caterina. L'appalto fu affidato nel marzo del 1850 e andò avanti a rilento, venendo completata dopo ben 37 anni. Fu il primo luogo di culto locrese e al suo interno conserva sculture lignee processionali ottocentesche, come quella Madonna Immacolata, realizzata nel 1858 dagli artisti serresi Alfonso e Giuseppe Scrivo, o quella della Madonna del Rosario, risalente al 1860 e proveniente dalla precedente chiesa geracese.

La facciata della chiesa presenta tre portali d'ingresso, il maggiore dei quali è incorniciato da una duplice ghiera a pieno sesto con un rosone invetriato. Qui si innestano due torri campanarie aggettanti a base quadrata, con cellette a cupole arabeggianti e il cornicione di ornamento ornato da archetti pensili e protome decorative. Distrutta dal terremoto del 1908, ricostruita e riconsacrata nel 1929 dal vescovo geracese Giovanni Battista Chiappe, la Chiesa di Santa Caterina è stata danneggiata da un raid aereo il 2 settembre 1943 e successivamente sottoposta a vari restauri: in quello del 1962-1963 partecipò il famoso artista Nik Spatari, a cui furono commissionati degli affreschi raffiguranti il martirio di santa Caterina d'Alessandria e un Cristo Pantocratore con l'Evangelario in mano; nel 1991 venne rifatto totalmente il pavimento e le pareti furono affrescate con episodi religiosi della diocesi dall'artista locale Melo Muscari; l'ultimo restauro, nel 2005-2006, realizzato con fondi regionali, ha interessato il prospetto principale e parte dell'ordine di coronamento per il distacco delle cornici ornamentali[23].

Chiesa di San Biagio

L'interno mononavata, conserva una tela di V. Valerioti del 1842 rappresentante l'Annunciazione.

Chiesa di San Filareto

Posizionata sul colle di contrada San Fili e inglobata in un'antica masseria settecentesca, si tratta di un piccolo e caratteristico oratorio, monovanato, con campaniletto a vela. L'iscrizione di marmo, sormontata da una finestrella quadrilobata posta sulla facciata, indica l'anno e il nome del proprietario geracese, Pietro Piconeri. Al suo interno è presente un affresco, datato 1891 e di autore ignoto, raffigurante la Madonna con Gesù, san Gerolamo e san Filareto, oltre l'antico stemma marmoreo dei Piconeri. Dopo l'estinzione di questa casata, la chiesa passò ai Capogreco per parentela contratta e, successivamente, ai Cervigni[24].

Palazzo comunale Alberto Spinola

Edificato in stile rinascimentale, è la struttura pubblica istituzionale più grande della Locride. Fu fortemente voluto da Giulio Scaglione, sindaco di Gerace dal 1879 al 1882, per trasferire a Gerace Marina (all'epoca frazione del Comune geracese) gli uffici del Municipio e del Circondario. Il progetto fu elaborato dall'architetto genovese Alberto Spinola (da cui prende il nome) e prevedeva un edificio di tre piani, un ampio cortile quadrilatero, 150 finestre esterne, scalinate di granito delle Serre, saloni, corridoi e teatro annesso. I lavori iniziarono il 27 giugno 1880 e durarono tre anni, al termine dei quali avvenne il trasferimento degli uffici comunali che ospita ancora oggi[25]; inoltre il palazzo ospita spesso riunioni politiche ed assemblee territoriali.

Palazzo Vincenzo Scannapieco

Costruito in stile Neoclassico e con l'uso del cemento armato, era di proprietà di Vincenzo Scannapieco, un commerciante originario di Maiori, che nel suo testamento nel 1919 lo destinava ad accogliere ed ospitare i bambini abbandonati o gli orfani della Prima Guerra Mondiale. Fu quindi sede dell'Istituto per l'Infanzia abbandonata "Vincenzo Scannapieco", riconosciuto come Ente Morale con decreto del 27 ottobre 1927 e affidato alla Congregazione di Carità di Gerace Marina; la Fondazione si occupava di avviare i bambini ad una professione, mentre le bambine erano educate ad essere operaie o madri di famiglia. Oggi i locali del palazzo ospitano il Liceo Classico "Ivo Oliveti"[26].

Palazzo Giuseppe Zappia

Risalente ai primi anni del Novecento, è stato realizzato dal magistrato Giuseppe Zappia, nato nel 1890 a Gerace Marina e divenuto Presidente di Sezione della Suprema Corte di Cassazione. Non avendo eredi, lo destinò per testamento, insieme a parte dei suoi possedimenti terrieri, ad una pia fondazione che doveva accogliere ed istruire gli orfani di sesso maschile bisognosi di assistenza e promuovere la loro sistemazione[27]. Ancora oggi è sede dell'omonima Fondazione "Giuseppe Zappia", riconosciuta come Ente Morale.

Palazzo Teotino - Nieddu Delrio

È uno dei primi palazzi del centro storico, appartenuto alla famiglia geracese Teotino ed in seguito ai Nieddu Delrio, questi ultimi originari della Sardegna e trasferitisi a Gerace per le funzioni vescovili di Mons. Giorgio Delrio, vescovo di Gerace dal 1906 al 1920; successivamente, un membro della famiglia Delrio si sposò con Rosalia Teotino, cosicché il palazzo assunse l'attuale denominazione. Dal punto di vista architettonico, possiede una corte centrale ha lo scalone a giorno di tipo napoletano non disposto assialmente, ma lateralmente, rendendolo un unicum nel panorama dei palazzi nobiliari cittadini. Fino al 1997, poco prima del restauro, era possibile ammirare sulla volta d'ingresso lo stemma nobiliare delle casate Teotino e Nieddu-Delrio. Oggi il palazzo è di proprietà comunale ed è sede museale e di congressi, oltre ad ospitare la Biblioteca Comunale intitolata a Gaudio Incorpora e l'Archivio Storico cittadino[28].

Casina Scaglione

È una casina di campagna posta in contrada Moschetta e appartenente agli Scaglione, una famiglia dell'aristocrazia geracese i cui esponenti, nei loro ruoli di amministratori comunali, contribuirono in modo decisivo alla fondazione di Gerace Marina: il primo sindaco del nuovo comune autonomo, staccatosi da Gerace nel 1905, fu infatti Enrico Scaglione, che tenne il mandato fino al 1920[29].

Nell'Ottocento la residenza, con annesso frantoio, era circondata da case coloniche e da una chiesetta, formando un vero e proprio borgo rurale. Strutturalmente la facciata est, dove si apriva un'altra meridiana, è aperta da una torretta con funzioni difensive, mentre l'edificio risulta essere stato costruito con il materiale di spoglio delle mura dell'antica città greca di Locri Epizefiri[30]. Fu la prima sede della collezione archeologica locrese, nucleo del Museo Nazionale di Locri, sorto grazie all'archeologo trentino Paolo Orsi, che soggiornò a Casina Scaglione e iniziò i primi scavi dell'area archeologica di Locri Epizefiri[31], fatto per cui ottenne la cittadinanza onoraria di Gerace Marina[32].

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[33]

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Enogastronomia

Piatto tipico Locrese sono le "Alici chjini" (alici ripiene), cucinate in diverse varianti. Altri piatti tipici della cucina locrese e dolci della tradizione sono quelli presenti in quasi tutta la provincia di Reggio Calabria. Particolarmente apprezzate sono le granite e i dolci a pasta di mandorla presenti nella maggior parte delle gelaterie e pasticcerie locresi, dove risultano essere vere e proprie specialità per la loro particolare lavorazione. Numerosi sono i vigneti del tipico vitigno della zona, il Greco di Gerace e Bianco. Molto diffusa inoltre la produzione di formaggi tipici del territorio fra cui il pecorino, il caprino ed il vaccino rigato. Nel territorio della città vi è inoltre la presenza di un pregiato agrume, la lemoncetta locrese, da cui viene prodotto il tipico liquore.

Cultura

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Monumento a Nosside

Istruzione

Sono presenti vari istituti di istruzione superiore: Liceo Classico (Ivo Oliveti), Liceo Scientifico (Zaleuco), Istituto Alberghiero (Dea Persephone), Liceo Magistrale/delle Scienze Umane (G. Mazzini), Istituto Statale d'Arte (P. Panetta). Biblioteca Comunale.

Musei

Media

  • Tele Locri Editore Pino Cordì
  • Casa Editrice Pancallo Francesco

Emittenti radiofoniche attuali

Emittenti radiofoniche del passato

  • Tele Radio Luna
  • Radio Locri
  • Radio Studio Libero
  • Tele Radio Furci
  • Radio Eco

Eventi

  • Festa patronale in onore della "Beata Vergine Immacolata", si svolge in agosto ed è caratterizzata da molti spettacoli in varie vie del centro storico cittadino
  • Premio nazionale di poesia del "Giugno Locrese"
  • Rassegna del Teatro Classico, che si svolge nel Tempio di Marasà, presso l'area archeologica di Locri Antica, ad agosto
  • Festival Musica Etnica "A Sud del Sud", ad agosto
  • "Locride Summer Village" Musica, Sport, Arte, Cultura, Area Campeggio, ad agosto
  • "Locri on Ice", che si svolge nella Piazza dei Martiri, tra dicembre e gennaio
  • "Beer Locri", rassegna annuale di birre artigianali.

Geografia antropica

Frazioni

Baldarì, Basilea, Calvi, Canneti, Cantorato (Mprenagatti), Capozza, Carbone, Caruso, Centocamere, Gabella, Janchina, Licino, Lucifero, Mantenea, Merici, Moschetta, Paterriti, Pietropaolo, Prologo, Riposo, San Fili, Verga.

I confini settentrionali della città (quartiere Basilea) distano solo 1 chilometro dall'abitato di Siderno. Le due città principali della Locride, impegnate in un comune progetto di conurbazione, di fatto già formano un unico agglomerato urbano che accentra le funzioni di direzione economica, commerciale, amministrativa e culturale dell'intero comprensorio della Locride.

Economia

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Ospedale di Locri

L'economia di Locri si regge soprattutto sul settore terziario, dato il suo ruolo di centro amministrativo e culturale del territorio circostante, poiché ospita numerosi uffici, tra cui numerose scuole, vari licei, il tribunale penale e civile, la sede vescovile, banche, un grande ospedale, l'ufficio di collocamento, tre uffici postali, una sezione dell'Archivio di Stato di Reggio Calabria, l'ufficio delle imposte, la casa circondariale, la Caserma dei Carabinieri, quella della Guardia di Finanza ed il posto di Polizia Ferroviaria.

Un posto di particolare rilievo ha l'agricoltura, data la presenza di varie aziende agricole specializzate nella produzione di agrumi, mandorle, fragole, frutti di bosco e prodotti tipici del territorio, oltre agli allevamenti di bovini, ovini e suini, fra cui il pregiato maiale nero d'Aspromonte.

Infrastrutture e trasporti

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Stazione di Locri

Strade

Sulla SS 106 Jonica si trova lo svincolo per la città. Da Locri inoltre ha inizio la Strada Provinciale 1 (ex SS 111) che collega Locri a Gioia Tauro.

Ferrovie

La città è servita dalla stazione ferroviaria di Locri, posta sulla linea Taranto-Reggio di Calabria. Dispone anche di una stazione di autobus.

Amministrazione

Knownlyx encyclopedia image Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Locri.

Sport

Calcio

Calcio a 11 maschile

  • A.C. Locri 1909
  • Amatori Calcio Locri
  • A.S.D. Accursi Football Academy giovanili
  • Audax Locri giovanili

Calcio a 5 maschile

  • P.G.S Locride under 14/18

Calcio a 5 femminile

  • A.S.D. Sporting Femminile Locri

Pallacanestro

  • Eutimo Basket Locri

Tennis

  • Garden Club "Riccio"

Altri sport

  • A.S.D. Circolo Ippico della Locride "Il Palazzo" scuola di equitazione
  • Associazione Sportiva Dilettantistica P.G.S. Locride
  • Volley Libertas Locri 1990
  • A.S.D. Scacchi Città di Locri 2004
  • A.S.D. Podisti Locri
  • A.S.D. Ciclisti R. Sgambelluri
  • Scuola Subacquea Flabellina Sub Locri
  • A.S.D. Warriors Paintball Locri
  • LEGIONE ZEPHIRO squadra dilettantistica softair

Note

  1. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2025 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Dieter Mertens, Città e monumenti dei greci d'occidente: dalla colonizzazione alla crisi di fine V secolo a.C., L'ERMA di BRETSCHNEIDER, 2006, ISBN 978-88-8265-367-5. URL consultato il 18 settembre 2023.
  4. ^ Gerolamo Marafioti, Croniche et antichità di Calabria, Napoli 1601.
  5. ^ Costantino VII Porfirogenito, De Tematibus, testo critico a cura di A. Pertusi, Biblioteca Apostolica Vaticana 1967, vol. II, p. 59.
  6. ^ Antonio Oppedisano, Cronistoria della diocesi di Gerace, Tipografia I. Cavallaro, Gerace Superiore 1934, p. 510.
  7. ^ Enzo D'Agostino, I vescovi di Gerace-Locri, Frama Sud, Chiaravalle Centrale 1981, p. 9.
  8. ^ Vincenzo Cataldo, Cartografia, disegni e rilievi di Gerace e del suo territorio, AGE, Ardore 2003, pp. 41-51.
  9. ^ Vincenzo Cataldo, Gerace Marina-Locri. Nascita di una Città, Promocultura, Gerace 2024, pp. 34-35.
  10. ^ Ivi, p. 37.
  11. ^ E. Serafino, I frazionisti di Gerace, AGE, Ardore 2005.
  12. ^ Vincenzo Cataldo, op. cit., p. 98.
  13. ^ Ivi, p. 228.
  14. ^ Vincenzo Cataldo, op. cit., pp. 115-118.
  15. ^ Ibidem.
  16. ^ Salvatore Futia, Lo scandalo delle Officine Meccaniche Calabresi, Franco Pancallo Editore, Locri 2009.
  17. ^ Rosario Scarfò, L'altra storia delle OMC (tratta da atti giudiziari), Promocultura, Gerace 2024.
  18. ^ Rosario Scarfò, Correva l'anno 1946, Promocultura, Gerace 2022, p. 69.
  19. ^ Ibidem.
  20. ^ Vincenzo Cataldo, op. cit., p. 229.
  21. ^ Ivi, pp. 195-201.
  22. ^ Ivi, p. 61.
  23. ^ Ivi, pp. 66-67.
  24. ^ Ivi, p. 207.
  25. ^ Ivi, p. 89 e 203-206.
  26. ^ Ivi, p. 155 e 208.
  27. ^ Ivi, p. 209.
  28. ^ Ivi, p. 207.
  29. ^ Ivi, p. 228.
  30. ^ Ivi, p. 219.
  31. ^ Ivi, pp. 16-18.
  32. ^ Ivi, p. 123.
  33. ^ Dati tratti da:
  34. ^ Museo di Palazzo Nieddu del Rio, su cultura.gov.it.

Bibliografia

  • Vincenzo Cataldo, Per ordine del Prefetto. Problemi, iniziative e governo del territorio nella provincia di Reggio Calabria nella prima fase post-unitaria, Promocultura, Gerace 2022.
  • Vincenzo Cataldo, Gerace Marina-Locri. Nascita di una Città, Promocultura, Gerace 2024.
  • Salvatore Futia, Lo scandalo delle Officine Meccaniche Calabresi, Franco Pancallo Editore, Locri 2009.
  • Gaudio Incorpora, Locri antica e Gerace, Ponte Nuovo Editore, Bologna 1980.
  • Roberto Muscari Tomajoli, Cronaca di Gerace Marina, Cautela, Gerace 1889.
  • Antonio Oppedisano, Cronistoria della diocesi di Gerace, Tipografia I. Cavallaro, Gerace Superiore 1934.
  • Franco Pancallo, Da Locri Epizefiri a Locri, Franco Pancallo Editore, Locri 2015.
  • Domenico Romeo, L’avvento del fascismo in Calabria. Il Circondario di Gerace, AGE, Ardore 2009.
  • Rosario Scarfò, Correva l'anno 1946, Promocultura, Gerace 2022.
  • Rosario Scarfò, L'altra storia delle OMC (tratta da atti giudiziari), Promocultura, Gerace 2024.

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