Friedrich Merz
| Friedrich Merz | |
|---|---|
| 10º Cancelliere federale della Germania | |
| In carica | |
| Inizio mandato | 6 maggio 2025 |
| Presidente | Frank-Walter Steinmeier |
| Vice capo del governo | Lars Klingbeil |
| Predecessore | Olaf Scholz |
| Presidente dell'Unione Cristiano-Democratica di Germania | |
| In carica | |
| Inizio mandato | 22 gennaio 2022 |
| Predecessore | Armin Laschet |
| Leader dell'opposizione | |
| Durata mandato | 29 febbraio 2000 – 22 settembre 2002 |
| Capo del governo | Gerhard Schröder |
| Predecessore | Wolfgang Schäuble |
| Successore | Angela Merkel |
| Durata mandato | 15 febbraio 2022 – 6 maggio 2025 |
| Capo del governo | Olaf Scholz |
| Predecessore | Ralph Brinkhaus |
| Successore | Tino Chrupalla Alice Weidel |
| Membro del Bundestag | |
| In carica | |
| Inizio mandato | 26 ottobre 2021 |
| Legislatura | 20ª, 21ª |
| Gruppo parlamentare | Unione CDU/CSU |
| Circoscrizione | Alto Sauerland |
| Durata mandato | 16 novembre 1994 – 26 ottobre 2009 |
| Legislatura | 13ª, 14ª, 15ª, 16ª |
| Gruppo parlamentare | Unione CDU/CSU |
| Circoscrizione | Alto Sauerland |
| Europarlamentare | |
| Durata mandato | 25 luglio 1989 – 18 luglio 1994 |
| Legislatura | III |
| Gruppo parlamentare | PPE |
| Circoscrizione | Renania Settentrionale-Vestfalia |
| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partito politico | CDU |
| Titolo di studio | Laurea in giurisprudenza |
| Università | Università di Bonn |
| Professione | Avvocato aziendale |
| Firma | |
Joachim-Friedrich Martin Josef Merz (Brilon, 11 novembre 1955) è un politico e avvocato tedesco, 10º cancelliere federale della Germania dal 6 maggio 2025 e membro dell'Unione Cristiano-Democratica di Germania (CDU), di cui è presidente dal 22 gennaio 2022.
Merz è stato altresì deputato al Parlamento europeo nel 1989-1994, poi deputato al Bundestag nel 1994-2009, al quale appartiene nuovamente dal 2021 e dove è stato presidente del gruppo parlamentare CDU/CSU nel 2000-2002 e poi di nuovo dal 2022 ad oggi.[1]
È divenuto leader di partito dopo aver tentato senza successo di raggiungere la posizione in due precedenti congressi nel 2018[2][3] e nel 2021.[4][5]
Nel 2025 è stato il candidato cancelliere comune di CDU e CSU alle elezioni federali del 23 febbraio, nelle quali la CDU diviene il partito di maggioranza relativa.
Biografia
Nato a Brilon, nella regione geografica del Sauerland e nello Stato del Nordreno-Vestfalia, allora parte della Germania Ovest, da genitori cattolici, Joachim Merz e Paula Sauvigny.[6] Suo padre era un giudice e un membro della CDU fino al 2007, quando lasciò il partito.[7] La famiglia materna Sauvigny era espressione dell'antico patriziato di Brilon di origine francese; il nonno materno di Merz, Josef Paul Sauvigny, fu avvocato e sindaco di Brilon dal 1917 al 1937.[8][9][10]
Dopo aver superato l'esame di maturità (Abitur) nel 1975, Merz prestò servizio militare come soldato con un'unità di artiglieria semovente dell'esercito tedesco. Dal 1976 ha studiato giurisprudenza con una borsa di studio della Fondazione Konrad Adenauer, prima all'Università di Bonn, quindi a quella di Marburg, laureandosi nel 1985. Subito dopo gli studi diventò giudice a Saarbrücken, ma un anno più tardi, nel 1986, lasciò l'incarico per lavorare come avvocato aziendale presso l'Associazione dell'industria chimica tedesca (VCI) a Bonn e Francoforte.[11]
Attività politica fino al 2009
Merz si avvicinò presto alla politica. Già nel 1972, a 17 anni, entrò nell'ala giovanile della CDU, la Junge Union,[6] diventando poi nel 1980 presidente della sezione giovanile di Brilon. Nel 1989 lasciò l'incarico professionale nell'Associazione della chimica tedesca per presentarsi come candidato alle elezioni del Parlamento europeo di quell'anno. Venne eletto deputato al Parlamento europeo, rimanendolo fino al 1994. A Strasburgo Merz fu membro della Commissione per i problemi economici e monetari e della delegazione del Parlamento per le relazioni con Malta.
Nel 1994 si candidò alle elezioni federali tedesche, venendo eletto ed entrando al Bundestag per il suo collegio elettorale, l'Hochsauerland. Nel suo primo mandato, fu membro della Commissione finanze. Rieletto nelle elezioni del 1998, le quali segnarono la sconfitta di Helmut Kohl contro Gerhard Schröder, nell'ambito del ricambio generazionale nelle file della CDU Merz diventò nell'ottobre di quell'anno vicepresidente e poi nel febbraio 2000 presidente del gruppo parlamentare comune di CDU e CSU, succedendo in questo incarico a Wolfgang Schäuble. In tale veste fu leader dell'opposizione parlamentare durante il primo governo Schröder.
In vista delle elezioni del 2002, il candidato cancelliere e Primo ministro bavarese Edmund Stoiber incluse Merz nel proprio governo ombra per la campagna elettorale volta a strappare a Schöder il cancellierato: Merz fu in particolare l'esperto di Stoiber per i mercati finanziari e il bilancio nazionale.[12] Dopo la sconfitta elettorale di Stoiber, la presidente della CDU, Angela Merkel, assunse direttamente la guida del gruppo parlamentare in luogo di Merz, che tornò all'incarico di vicepresidente del gruppo fino al 2004. Dal 2002 al 2004 fu anche componente del comitato esecutivo della CDU, sempre sotto la guida di Merkel.
Tra il 2005 e il 2009, Merz fu membro della Commissione giustizia del Bundestag. Nel 2007 annunciò che non si sarebbe ricandidato alle successive elezioni del 2009, dopo le quali lasciò la politica per tornare alla propria attività professionale.
Attività professionale
Dopo aver lasciato la politica, Merz tornò alla professione di avvocato aziendale. Dal 2004 fu Senior Counsel presso l'ufficio di Mayer Brown a Düsseldorf, dove lavorò nel team di finanza d'impresa;[13] prima del 2004 fu consigliere senior di Cornelius Bartenbach Haesemann.[14] Il suo lavoro di avvocato lo ha reso titolare di un patrimonio di svariati milioni di euro.[15] Merz ricoprì l'incarico di componente nei consigli di amministrazione o di sorveglianza di diverse società; dal 2005 al 2009 è stato membro del consiglio di sorveglianza di Interseroh[16] e di Deutsche Börse. Dal 2006 fu membro del consiglio di amministrazione, di sorveglianza o dell'Advisory Board di Stadler Rail,[17] IVG Immobilien, Deutsche Rockwool, DBV-Winterthur Holding, Odewald & Compagnie, Ernst & Young Germany, Axa Konzern AG,[18] WEPA Hygieneprodukte GmbH. Tra il 2010 e il 2011, Merz ha rappresentato gli azionisti di WestLB, un'istituzione di proprietà pubblica che era stata in precedenza il terzo istituto di credito della Germania, nelle trattative per il passaggio di proprietà.[19] Dal 2010 al 2014 membro del consiglio di vigilanza del Borussia Dortmund, dal 2010 al 2019 presidente dell'Advisory Board di HSBC Trinkaus.[20]
Dal 2011 fu membro del comitato consultivo internazionale di Robert Bosch GmbH, dal 2016 presidente del consiglio di sorveglianza di BlackRock Germany,[21] dal 2017 presidente del consiglio di sorveglianza dell'aeroporto di Colonia-Bonn.[22]
Nel 2012 sostenne la candidatura di Norbert Röttgen per le elezioni statali in Renania Settentrionale-Vestfalia del 2012 in qualità di consigliere di politica economica.[23] Fu altresì eletto dal Parlamento della Renania Settentrionale-Vestfalia in quota CDU come membro della Assemblea federale in occasione delle elezioni per il Presidente federale della Germania nel 2012 e nel 2017.
Nel novembre 2017, Merz fu nominato dal Ministro presidente della Renania Settentrionale-Vestfalia Armin Laschet come suo commissario per la Brexit e le relazioni transatlantiche, una posizione consultiva non retribuita.
Ritorno alla politica

Dopo l'annuncio da parte di Angela Merkel di voler lasciare la guida della CDU, Merz ha annunciato che avrebbe concorso alle elezioni per la leadership del partito nel dicembre 2018. La sua candidatura è stata sostenuta da Wolfgang Schäuble, presidente del Bundestag ed ex presidente della CDU. Merz è stato poi sconfitto al secondo turno di consultazioni da Annegret Kramp-Karrenbauer. Dopo che anche quest'ultima ha deciso di rinunciare alla presidenza della CDU nel febbraio del 2020, Merz ha annunciato di voler correre una seconda volta per la leadership del partito, presentando la propria candidatura alle elezioni interne della primavera successiva.[24]
Dopo esser stato sconfitto per la leadership della CDU nel gennaio del 2021 da Armin Laschet, a seguito delle dimissioni di quest'ultimo dopo l'insuccesso del partito alle elezioni federali di quell'anno, nell'ambito di un nuovo congresso Merz viene eletto presidente del partito.[25] La sua elezione viene interpretata dall'opinione pubblica nazionale e internazionale come una svolta conservatrice del partito rispetto alle posizioni dei precedenti tre leader Merkel, Kramp-Karrenbauer e Laschet.[26] Sempre nel 2021, Merz ritorna deputato al Bundestag per il collegio della sua regione natia dello Hochsauerland.

Nel settembre 2024 Merz viene scelto come candidato cancelliere comune di CDU e CSU per le imminenti elezioni federali del 2025. In seguito alla caduta del Governo Scholz ed all'anticipo delle elezioni da settembre e febbraio 2025, Merz conduce la campagna elettorale di CDU e CSU, che si conclude con una vittoria alle urne.
Il 6 maggio 2025, in seguito ad un accordo con l'SPD, si sottopone ad un voto del Bundestag per diventare Cancelliere federale della Germania: alla prima votazione, tuttavia, non risulta eletto a causa di alcuni parlamentari dissenzienti che, per la prima volta dal 1949, hanno fatto mancare la maggioranza assoluta necessaria (310 favorevoli su 316 necessari); in seguito all'indizione di una successiva votazione nella stessa giornata, risulta infine eletto con 325 voti a favore.[27][28]
Vita privata
È sposato con la giudice Charlotte Merz, presidente del tribunale di Arnsberg. La coppia ha tre figli e risiede ad Arnsberg, nella regione del Sauerland. Il lavoro di Merz come avvocato aziendale lo ha reso multimilionario.[senza fonte] È anche pilota privato autorizzato e possiede due aeroplani. Per tale ragione è talvolta soprannominato "il pilota".[29]
Nel 2005, la coppia ha fondato la Friedrich und Charlotte Merz Stiftung, una fondazione che sostiene progetti nel settore dell'istruzione.[30]
Da tempo ha ottenuto la licenza di radioamatore ed il suo indicativo internazionale é DK7DQ.[senza fonte]
Posizioni politiche
Merz si è descritto come socialmente conservatore ed economicamente liberale ed è visto come un rappresentante delle tradizionali ali conservatrici dell'establishment e pro-business della CDU. Da giovane politico negli anni '70 e '80, era un convinto sostenitore dell'anticomunismo, la dottrina statale dominante della Germania Occidentale e un principio fondamentale della CDU. Il suo libro Mehr Kapitalismus wagen sostiene il liberalismo economico.
Diritti civili
Nel novembre 2018 Merz ha affermato che l'introduzione del matrimonio tra persone dello stesso sesso in Germania è corretta.[31] Sempre nel 2018 ha rifiutato il Premio Ludwig Erhard, citando obiezioni alle pubblicazioni del presidente della Fondazione Ludwig Erhard, Roland Tichy, considerato da alcuni di estrema destra.[32]
Politica estera
Merz è stato presidente dell'associazione Atlantik-Brücke che promuove la comprensione tedesco-americana e l'atlantismo, ed è un convinto sostenitore dell'Unione europea e della NATO. Nel 2018 si è descritto come "un europeo veramente convinto, un transatlanticista convinto" e ha affermato: "sono per una Germania cosmopolita, le cui radici affondano nell'etica cristiana e nell'illuminismo europeo e i cui alleati politici più importanti sono le democrazie dell'Occidente. Uso di nuovo volentieri questa espressione: le democrazie dell'Occidente".[33] Egli sostiene un'unione più stretta e soprattutto relazioni più strette tra Germania e Francia. Nel 2018 è stato coautore di un articolo in difesa del progetto europeo, che tra le altre cose chiedeva “un esercito per l’Europa”.[34]
Nel 2023 Merz ha chiesto alla Germania di coinvolgere i principali alleati, in particolare la Francia, nei negoziati con la Cina come parte di un ripensamento dei legami con il Paese che riflette un “cambio di paradigma” globale nella sicurezza e nella politica estera.[35]
Merz ha criticato Donald Trump più duramente rispetto alle critiche rivolte ad Angela Merkel, in particolare ha criticato la guerra commerciale di Trump contro l'Europa.[36]
Nel gennaio 2022, Merz ha affermato che sanzionare la Russia e sospenderla dallo SWIFT per il Donbass sarebbe un errore.[37] Dopo l'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina nel 2022, Merz ha assunto forti posizioni filo-ucraine e anti-russe, esortando il cancelliere Olaf Scholz a fornire armi all'Ucraina e recandosi personalmente a Kiev a maggio per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelens'kyj.[38]
Note
- ^ Friedrich Merz è il nuovo leader della CDU tedesca, su Il Post, 22 gennaio 2022. URL consultato il 20 novembre 2024.
- ^ (DE) Kommentar von Stefan Braun Berlin, Die große Zeitenwende ist eine Chance für die CDU, in sueddeutsche.de, 2018. URL consultato il 29 ottobre 2018.
- ^ (EN) Kate Connolly, Annegret Kramp-Karrenbauer elected Merkel's successor as CDU leader, in The Guardian, 7 dicembre 2018. URL consultato il 7 dicembre 2018.
- ^ (DE) Laschet zum neuen CDU-Chef gewählt, 16 gennaio 2021. URL consultato il 16 gennaio 2021.
- ^ (EN) Pragmatic governor Laschet elected to lead Merkel's party, in Associated Press, 16 gennaio 2021.
- ^ a b (DE) Eckart Lohse, Friedrich Merz: Dieser Kandidat passt nicht auf einen Bierdeckel, in Faz.net.
- ^ (DE) Parteien: Friedrich Merz' Vater verlässt die CDU im Groll, in Die Welt, 12 febbraio 2007.
- ^ (DE) Sauvigny, in Deutsches Geschlechterbuch, vol. 38.
- ^ (DE) Claus Jacobi, Im Rad der Geschichte: Deutsche Verhältnisse, Herbig, 2002, p. 166, ISBN 9783776622379.
- ^ (DE) Friederich Merz, in Munzinger Online.
- ^ (DE) Friedrich Merz - Atlantik-Brücke e.V., in Atlantik-Brücke e.V.. URL consultato il 10 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2018).
- ^ (DE) Wahlkampf: Stoiber-Team ohne Kompetenz bei den Staatsfinanzen, in Spiegel Online, 22 gennaio 2002.
- ^ (DE) Friedrich Merz, su mayerbrown.com. URL consultato il 14 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2012).
- ^ (DE) Donata Riedel, Nicht süchtig nach Politik: Friedrich Merz, in Handelsblatt, 23 dicembre 2004.
- ^ (EN) Long march: The man who would be chancellor: Merz's delayed political comeback, su handelsblatt.com. URL consultato l'8 dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 28 febbraio 2020).
- ^ (DE) Interserch 2010 Annual Report (PDF), su alba.info.
- ^ (DE) Merz im Verwaltungsrat der Schweizer Stadler Rail Group, in Handelsblatt, 28 marzo 2006.
- ^ (DE) Wechsel im Aufsichtsratsvorsitz der Axa Konzern AG, in Axa Konzern AG, 24 luglio 2007.
- ^ (EN) Jack Ewing, For Germany’s Banks, a Grim Future, in New York Times, 16 febbraio 2011.
- ^ (DE) Felix Holtermann, Friedrich Merz verlässt HSBC-Aufsichtsrat, in Handelsblatt, 3 aprile 2019.
- ^ (EN) Eyk Henning, BlackRock Hires Former Merkel Deputy for Its German Operations, in Wall Street Journal, 17 gennaio 2016.
- ^ (DE) Ministerpräsident Armin Laschet beruft Friedrich Merz zum Beauftragten für die Folgen des Brexits und die transatlantischen Beziehungen, in Minister-President of North Rhine-Westphalia, 7 novembre 2017.
- ^ (DE) Rainer Kellers, Der "alte Freund" und das Nicht-Comeback, su www1.wdr.de, Westdeutscher Rundfunk, 23 marzo 2012. URL consultato il 30 luglio 2020.
- ^ Germania, a capo della Cdu si candida Friedrich Merz. Divisivo e impaziente, avrebbe cacciato la Grecia dall'euro, su La Repubblica, 25 febbraio 2020. URL consultato l'11 marzo 2020.
- ^ (EN) Angela Fiore, Friedrich Merz è il nuovo leader della CDU. Al terzo tentativo, su il Mitte, 18 dicembre 2021. URL consultato il 20 dicembre 2021.
- ^ Cristiano Tassinari, Svolta nella CDU: Friedrich Merz è il nuovo presidente, su euronews, 17 dicembre 2021. URL consultato il 20 dicembre 2021.
- ^ Germania, Merz eletto cancelliere al secondo turno: maggioranza con 325 voti favorevoli, SkyTG24, 6 maggio 2025. URL consultato il 6 maggio 2025.
- ^ Merz eletto cancelliere al secondo turno. Nel primo era stato tradito da 18 franchi tiratori, Agenzia ANSA, 6 maggio 2025. URL consultato il 6 maggio 2025.
- ^ Cecilia Sala, Ep.707: La Germania di Merz vuole un’Europa indipendente dagli Stati Uniti, su youtube.com, 24 febbraio 2025.
- ^ (DE) Friedrich und Charlotte Merz Stiftung, su merz-stiftung.de.
- ^ (DE) Merz hält Einführung der Ehe für alle for richtig, su Wallstreet Online, 8 dicembre 2018.
- ^ (DE) Philip Plickert, Ärger für die Ludwig-Erhard-Stiftung, in Frankfurter Allgemeine Zeitung, 16 luglio 2018.
- ^ (DE) Wer ist Friedrich Merz? Merkels Nachfolger für den CDU-Parteivorsitz, su blick.ch, 31 ottobre 2018.
- ^ (EN) Time to wake up: We are deeply concerned about the future of Europe and Germany, su handelsblatt.com. URL consultato l'8 dicembre 2018.
- ^ (EN) Andreas Rinke, Germany's main opposition leader calls for European coalition on China ties, in Reuters, 31 marzo 2023.
- ^ (EN) Merkel's Would-Be Successor Is a Real Conservative, in Bloomberg, 1º novembre 2018. URL consultato l'8 dicembre 2018.
- ^ (EN) German conservative leader warns against Russian SWIFT suspension, su msn.com. URL consultato il 16 gennaio 2022.
- ^ (EN) Hans Von der Burchard, Merz on the march: German opposition chief plays Ukraine card before elections, in Politico, 6 maggio 2022. URL consultato il 21 settembre 2022.
Voci correlate
- Europarlamentari della Germania della III legislatura
- Leader dell'opposizione (Germania)
- Presidente dell'Unione Cristiano-Democratica di Germania
- Unione Cristiano-Democratica di Germania
- Governo Merz
Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Friedrich Merz
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Friedrich Merz
Wikinotizie contiene l'articolo Friedrich Merz è stato eletto cancelliere tedesco alla seconda votazione, 6 maggio 2025
Collegamenti esterni
- (DE) Sito ufficiale, su friedrich-merz.de.
- Friedrich Merz (canale), su YouTube.
- (EN) Opere di Friedrich Merz, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Opere riguardanti Friedrich Merz, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Friedrich Merz, su Goodreads.
- Friedrich Merz, su europarl.europa.eu, Parlamento europeo.
- (EN) Friedrich Merz, su IMDb, IMDb.com.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 67389775 · ISNI (EN) 0000 0000 4731 8041 · LCCN (EN) no2002096637 · GND (DE) 124068685 |
|---|
