Typha
Typha L., 1753 è un genere di piante della famiglia delle Typhaceae, chiamate comunemente col nome inglese "Cattail".[1][2]
Descrizione
Le Typha sono acquatiche o semi-acquatiche, rizomatiche, erbacee perenni, che crescono dagli 0,8 ai 2,4 metri in altezza. Le foglie sono lunghe e strette, fino 2,5 centimetri in larghezza, glabre, lineari, alternate e basate su un semplice stelo che regge le infiorescenze.
Queste piante sono monoiche, con fiori dioici che si sviluppano in densi racemi. I numerosi fiori maschili formano una stretta spina in cima alla pianta. Ogni fiore maschile è ridotto a stami e peli, e appassisce quando il polline si sparge. I fiori femminili formano una densa spiga di forma oblunga, simile ad una salsiccia, posta sopra lo stelo e sotto la spina maschile. La spiga può essere lunga 30 cm e larga da 1 a 4 cm. I semi sono piccoli, lunghi 0,2 millimetri e attaccati ai peli. Quando mature, le spighe si trasformano in un batuffolo lanugginoso da cui i semi si disperdono nel vento.[3]
Distribuzione e habitat
È possibile trovarla in zone umide, soprattutto in prossimità di paludi, in tutto l'emisfero nord; la specie più diffusa è la Typha latifolia, chiamata comunemente "Tifa", "Stiancia" o "Canna palustre", presente in ogni regione italiana.[4]
Ecosistema
Sono piante infestanti che tendono a sottrarre spazio ad altre piante.[5]
Sono mangiate da topi muschiati, che le utilizzano anche per costruire tane, mentre anatre, oche e cigni ci costruiscono nidi.[6]
Tassonomia
Il genere comprende le seguenti specie:[2]
- Typha albida Riedl
- Typha alekseevii Mavrodiev
- Typha androssovii Krasnova
- Typha angustifolia L.
- Typha × argoviensis Hausskn. ex Asch. & Graebn.
- Typha austro-orientalis Mavrodiev
- Typha azerbaijanensis Hamdi & Assadi
- Typha × bavarica Graebn.
- Typha biarmica Krasnova
- Typha capensis (Rohrb.) N.E.Br.
- Typha caspica Pobed.
- Typha changbaiensis M.Jiang Wu & Y.T.Zhao
- Typha davidiana (Kronf.) Hand.-Mazz.
- Typha domingensis Pers.
- Typha elephantina Roxb.
- Typha ephemeroida Krasnova
- Typha × gezei Rothm.
- Typha × glauca Godr.
- Typha grossheimii Pobed.
- Typha incana Kapit. & Dyukina
- Typha joannis Mavrodiev
- Typha kalatensis Assadi & Hamdi
- Typha kamelinii Krasnova
- Typha komarovii Krasnova
- Typha kozlovii Krasnova
- Typha krasnovae Doweld
- Typha latifolia L.
- Typha laxmannii Lepech.
- Typha linnaei Mavrodiev & Kapit.
- Typha lugdunensis P.Chabert
- Typha minima Funck
- Typha orientalis C.Presl
- Typha paludosa Krasnova
- Typha × provincialis A.Camus
- Typha przewalskii Skvortsov
- Typha shuttleworthii W.D.J.Koch & Sond.
- Typha sinantropica Krasnova
- Typha sistanica De Marco & Dinelli
- Typha × smirnovii Mavrodiev
- Typha × soligorskiensis D.Dubovik
- Typha subulata Crespo & Pérez-Mor.
- Typha × suwensis T.Shimizu
- Typha tichomirovii Mavrodiev
- Typha turcomanica Pobed.
- Typha tzvelevii Mavrodiev
- Typha valentinii Mavrodiev
- Typha varsobica Krasnova
- Typha × volgensis Krasnova
- Typha yakutii Krasnova & Chemeris
Usi
Cucina
Molte parti delle piante del genere Typha sono commestibili per l'uomo, con varie parti utilizzabili in diversi periodi dell'anno.
I rizomi sono amidacei con un contenuto proteico comparabile a quello del riso o del granoturco. Possono essere processati in farina con 266 kcal per 100 grammi. Sono fibrosi e l'amido dev'essere raschiato dalle fibre. Evidenze archeologiche dimostrano che 30,000 anni fa, i rizomi erano già parte dell'alimentazione europea. Anche le radici possono essere pelate e consumate come patate.
I germogli possono essere mangiati crudi oppure spremuti e mangiati crudi o cotti.
Lo stelo può essere pelato e mangiato come un asparago. Questa preparazione è stata popolare tra i cosacchi in Ucraina ed era chiamata "Asparago cosacco". [7]
Il gambo interno della foglia può essere consumato cotto o crudo in primavera quando sono teneri. In prima estate, le spighe maschili e femminili possono essere bollite (dopo aver rimosso la guaina della femminile) e mangiate come mais sulle pannocchie.
In piena estate, il polline, di colore giallo, può essere aggiunto a farina tradizionale o usato come bene succedaneo; i Māori della Nuova Zelanda preparano un tipo di pane chiamato pungapunga basato sul polline di T. orientalis.[8][9]
Agricultura
I semi hanno un alto contenuto di acido linoleico, usato per l'alimentazione di bovini e pollame.[10]
Coltivare cattail riduce i nutrimenti del suolo e grandi masse di esso in bacini idrici possono ridurne l'ossigenazione.[11]
Materiale da costruzione
Per le tribù native del lago Titicaca, il cattail era usato per la costruzione di zattere.[12]
Durante la seconda guerra mondiale, la marina degli Stati Uniti d'America sostituì il kapok con il cattail per i giubbotti salvagente, rivelandosi funzionale.[13]
Il cattail è usato come materiale isolante alterantivamente ad altri come la lana di vetro e la lana di roccia.[14]
Carta
Gli steli e le foglie del Typha sono usati per la produzione di carta: ruvida e difficile da scolorire. Nel 1853, grandi quantità di carta di cattail sono state create a New York data la scarsità delle materie prime tradizionali.[15] Oggi la carta di cattail è un prodotto di nicchia a scopo decorativo.[16]
Fibre e tessuti
Fibre della lunghezza di 4m possono essere ottenuti dagli steli e trattati chimicamente o meccanicamente con idrossido di sodio. Le fibre possono essere assemblate per formare tessuti.[5]
Biocombustibile
Gli amidi contenuti nel Typha possono essere convertiti in etanolo, il cattail è considerato una coltura energetica (energy crop).[17]
Altro
Dagli steli delle foglie si possono ricavare bacchette e dalle foglie cestini, tappeti e sandali.[18]
Note
- ^ USDA Plants Database Typha, su plants.sc.egov.usda.gov. URL consultato il 1/12/2025.
- ^ a b (EN) Typha, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 14 aprile 2022.
- ^ Western edible wild plants, su archive.org. URL consultato il 1/12/2025.
- ^ Northwest foragin, su archive.org. URL consultato il 1/12/2025.
- ^ a b Morton, J. F. (January–March 1975). "Cattails (Typha spp.) – Weed Problem or Potential Crop?". Economic Botany. 29 (1): 7–29. Bibcode:1975EcBot..29....7M. doi:10.1007/bf02861252. S2CID 20072085..
- ^ Global invasive species database, su iucngisd.org. URL consultato il 1/12/2025.
- ^ Marsh, L. C., The Cattail Story, in The Garden Journal, 1959.
- ^ Guide to edible wild plants, su archive.org. URL consultato il 1/12/2025.
- ^ PARĀOA RĒWENA: The Relegation of Aotearoa New Zealand's Indigenous Bread, su sites.otago.ac.nz. URL consultato il 1/12/2025.
- ^ Reed, E.; Marsh, L. C. (1955). "The Cattail Potential". Chemurgic Digest.
- ^ Nutrient removal and bio-energy production from Netley-Libau Marsh at Lake Winnipeg through annual biomass harvesting, su ui.adsabs.harvard.edu. URL consultato il 1/12/2025.
- ^ Cattails (Typha spp.) — Weed Problem or Potential Crop?, su ui.adsabs.harvard.edu. URL consultato il 1/12/2025.
- ^ Miller, D. T. (1999). Edible and Useful Plants of Texas and the Southwest, Including Recipes, Harmful Plants, Natural Dyes, and Textile Fibers: A Practical Guide. Austin: University of Texas Press. p. 147. ISBN 978-0-292-78164-1..
- ^ hermo-mechanical characterization of a building material based on Typha Australis, su sciencedirect.com. URL consultato il 1/12/2025.
- ^ Making Aquatic Weeds Useful: Some Perspectives for Developing Countries. Ottawa: National Research Council.: Books for Business. 1976. p. 101. ISBN 978-0-89499-180-6..
- ^ Pulping and papermaking properties of pati (Typha), su sciencedirect.com. URL consultato il 1/12/2025.
- ^ Production of cattail (Typha spp.) biomass in Minnesota, USA, su sciencedirect.com. URL consultato il 1/12/2025.
- ^ Nyerges, Christopher (2016). Foraging Wild Edible Plants of North America: More than 150 Delicious Recipes Using Nature's Edibles. Rowman & Littlefield. pp. 38, 40. ISBN 978-1-4930-1499-6..
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